Valentine Herrenschmidt, rinomata scultrice-calligrafa Intervistata da Natacha Fazal-Karim
- Stile di vita
Un Belvedere Toscana accoglie lo scultore-calligrafo francese Valentine Herrenschmidt, nota per aver trasformato parole poetiche in eleganti sculture metalliche per interni raffinati e destinazioni culturali. In questa intervista esclusiva, condotta da Natacha Fazal-Karim, Valentine condivide il suo percorso artistico, la sua filosofia e il modo in cui le sue sculture calligrafiche risuonano con il paesaggio, le cantine e lo spirito slow-life della Toscana..
1. Può parlarci un po' del suo percorso artistico?
I was born into a family of artists, in an environment where creation was a natural part of everyday life. As a teenager, poetry illuminated me and helped me find my place in the world. This love of language led me to acting; for ten years, I performed on Parisian stages, guided by text and interpretation. Another passion emerged: jewellery. I trained at the École de Bijouterie in Paris and created my first collection inspired by Picasso’s one-line drawings. Soon, words began to inhabit the material itself, revealing my true vocation as a sculptor-calligrapher.
2. Come descriverebbe il suo stile e il suo processo creativo?
Il mio stile è definito da una scrittura scolpita, creata da un'unica linea continua di metallo. Questo gesto ininterrotto trasmette fluidità e semplicità, mostrando al tempo stesso una grande maestria tecnica. Attraverso queste sculture calligrafiche, trasmetto parole essenziali, in equilibrio tra poesia e forza visiva. La maggior parte delle mie creazioni sono commissionate, sviluppate in dialogo con architetti, designer e spazi eccezionali. Ogni progetto si sviluppa con uno scambio attento: scegliere il testo, perfezionare l'equilibrio e dare forma alla sua presenza. Il mio ruolo è quello di tradurre fedelmente l'intenzione, infondendola con la mia scrittura artistica per creare un pezzo unico e specifico per il sito.
3. Descrivete l'atmosfera del vostro studio e come questa influenza il vostro lavoro.
I live and work in Orléans, in a studio that also serves as a showroom. It is organized into distinct work areas, allowing freedom to move from idea to gesture. Poets’ quotes are pinned to the walls, while frasi scolpite agiscono come mantra di energia positiva. “Creativity is intelligence having fun,” said Einstein, a sentence that perfectly captures the studio’s spirit. Encounters with remarkable individuals also nourish my inspiration.
4. Come descriverebbe la sua filosofia artistica?
La mia filosofia è semplice: “to name is to bring into existence.” Il mio lavoro è radicato nella condivisione di parole che danno senso alla vita, parole che ci collegano al mondo vivente, alla natura e all'equilibrio tra intelligenza e sensibilità. Le parole sono il mio vero materiale. La mia vocazione è renderle visibili, dando loro forma e presenza in modo che possano essere sentite oltre che lette.
5. Può parlarci del suo processo creativo, dall'ispirazione al pezzo finale?
Tutto inizia con la lettura di un testo. A volte una sola frase risveglia un irresistibile desiderio di condivisione. In quel momento, l'opera esiste già nella mia mente, compresa la sua forma, la sua scala e la sua destinazione, sia essa incorniciata, montata a parete o in una scatola di curiosità.. Then comes the gesture: the sculpture is created in a single flow. Over time, I’ve developed virtuosity in shaping metal wire, translating words into form with speed and precision. Guardare il testo emergere riga per riga è profondamente stimolante. La scultura dà permanenza alla scrittura, fornendo un modo per far durare le parole.
6. Quali sono le sue principali fonti di ispirazione?
Una frase in un libro, una poesia per caso o un'intervista radiofonica: qualsiasi parola può risuonare e dare vita a un'opera. Sono attento al linguaggio nella vita quotidiana. Tuttavia, la poesia risuona più profondamente. Illumina la mente e placa l'ansia. Estendo questa emozione alla materia, dando alle parole una forma visibile e duratura attraverso la scultura calligrafica.
7. Lei ha scoperto la sua vocazione più tardi nella vita. Cosa ha ispirato questo percorso?
Il mio amore per le parole è sempre andato di pari passo con la passione per i materiali. Di indole fortemente manuale, ho esplorato diversi medium prima di lavorare con l'oro e l'argento e creare gioielli. Dopo la recitazione, mi sono dedicata ai gioielli, ma le parole avevano ancora bisogno di una casa. Quando ho capito che Potevo trasmettere le parole attraverso il filo metallico, tutto diventava chiaro. Le mie due passioni, il linguaggio e la materia, potevano finalmente unirsi, dando vita alla mia vocazione di scultore-calligrafo, dove significato e gesto diventano un tutt'uno.
8. Quale messaggio vorrebbe condividere con i viaggiatori in cerca di arte e cultura autentiche in Toscana?
La Toscana è una terra di bellezza e cultura, che ha ispirato gli artisti per secoli. Da Dante a Machiavelli, fino al Rinascimento italiano sostenuto dai Medici, qui l'arte è un modo di abitare il mondo. One Belvedere Tuscany abbraccia questo patrimonio, offrendo una tradizione di ospitalità artistica dove la bellezza è vissuta, contemplata e condivisa. Per fare eco alla scultura esposta nella Cantina:
“Là, tout n’est qu’ordre e beauté, luxe, calma e volupté.”
“There — nothing but order and beauty dwell, Abundance, calm, and sensuous delight.”
Per saperne di più sul suo lavoro www.valentineherrenschmidt.com o seguire il suo viaggio su Instagram @valentinoherrenschmidt.